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Mi Fido di Te

UN ALTRO ALTRO – GIOVANI E VOLONTARIATO

Nelle giornate di venerdì 7 e sabato 8 ottobre la città di Reggio Emilia sarà sede di numerosi eventi organizzati da Mi fido di te  il progetto rivolto ai giovani di educazione al volontariato e alla solidarietà promosso dal Servizio di pastorale giovanile insieme a Caritas e all'Associazione Perdiqua.

Venerdì 7 a partire dalle 8.30 si svolgerà l'iniziativa “Un altro altro”. I ragazzi insieme a insegnanti ed educatori incontreranno presso la Sinagoga di Reggio Emilia lo scrittore Fabio Geda, autore del libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”che racconta la vera storia Storia vera di Enaiatollah Akbari costretto ad affrontare un lungo viaggio per salvarsi da un terribile destino di schiavitù.

A partire dalle 9.30 si svilupperanno in vari luoghi di Reggio Emilia incontri con persone che abitano a volte in modo invisibile la città (disabili, anziani, immigrati, bambini..). Al termine dei workshop  i giovani si riuniranno di nuovo insieme a Fabio Geda per condividere con lui le esperienze vissute.

 

Nella serata di Sabato 8 settembre Il progetto si racconterà attraverso tre performance di circo contemporaneo che animeranno il centro di Reggio Emilia. Ogni performance illustrerà una delle tre parole che costituiscono il progetto: incontro con l’altro, relazione che si crea, manomissioni che il volontariato produce. Ogni tappa sarà accompagnata da una lettura tratta dal capolavoro “Oscar e la dama in Rosa” di Eric-Emmanuel Schmitt a cura dei giovani attori de “La Compagnia dei Bei Pensieri L'inizio degli spettacoli è previsto per le 20.45 da Piazza Fontanesi. Sono inoltre previste due repliche alle 21.30 e alle 22.00.

Lo spettacolo è gratuito ma è richiesta la prenotazione. Tel 0522515953-3486554516 perdiqua@libero.it

 

IL PROGETTO “MI FIDO DI TE”

 

Sempre più spesso ormai si sente parlare di giovani e del grande vuoto che li accompagna. Un vuoto interiore che spesso si manifesta in atteggiamenti deviati, ma anche il vuoto di una società incapace di parlare la loro lingua, che non può e non vuole accompagnarli nella crescita, perchè diventino uomini e donne consapevoli e coerenti. Certo, questa crisi di valori, questa tendenza al peggio è un male attuale, e lo vediamo negli episodi di cronaca che spesso ci lasciano sconcertati. Ma troppo poco si parla di chi invece i giovani li incontra, li ascolta, li forma.
Dal 2006 il servizio di pastorale giovanile diocesano (SPG), in collaborazione con Caritas Diocesana ed Associazione Perdiqua hanno sperimentato un progetto di educazione al volontariato e alla solidarietà denominato Mi Fido di Te.

In questi 5 anni 550 giovani, di età compresa tra i 14. e i 18.. anni hanno seguito questo percorso che dopo un periodo di formazione, li ha visti protagonisti di gesti concreti di prossimità con diverse situazioni di disagio presenti sul nostro territorio. Hanno prestato il loro servizio presso cooperative o strutture di accoglienza e sostegno a disabili, anziani, immigrati, tossicodipendenti, persone in grave stato di indigenza e hanno scoperto che da questi incontri nascono relazioni che  arricchiscono e che nell'altro ciascuno può trovare un pezzo di sè.

Al termine del percorso avranno anche dato un senso al titolo stesso del progetto Mi fido di te. Non è scontato chi deve fidarsi di chi. Chi aiuta o chi riceve aiuto? Una distinzione questa che sparisce dopo i primi incontri. Perché nell’incontro con l’altro capiamo che “chi aiuta” e “chi vieneaiutato” è una distinzione teorica.

Durante il periodo di formazione teorica e per la successiva fase di esperienza, i ragazzi vengono sempre seguiti e supervisionati da un equipe educativa che li aiuta nella rielaborazione dei contenuti acquisiti e delle esperienze vissute. L'accompagnamento è personalizzato a seconda delle esigenze dei ragazzi e tiene conto della loro età, delle loro relazioni di amicizia e dei loro gusti e desideri.

Mi fido di te è dunque una rete di persone costituita da incontri, relazioni ed attività di aiuto e sostegno. Sullo sfondo è però presente una comunità educante. La città, il paese, la famiglia, la scuola, la parrocchia, un gruppo di educatori. Una comunità consapevole che educare alla solidarietà vuol dire fare crescere adulti di domani che sanno vedere le cose anche da un altro punto di vista. Una comunità, fondata sulle relazioni, che mette il capitale umano al primo posto. Una comunità che vuole responsabilizzare i propri giovani perché di loro ne percepisce la responsabilità.

Fra gli obiettivi per i prossimi mesi vi è quello di trasformare “Mi fido di te” in un sistema di volontariato giovanile. Elementi del sistema sono i ragazzi,  gli utenti,  i centri che accolgono,  i tutors, gli educatori (includendo non solo i catechisti ma anche genitori ed insegnanti, la comunità). In questi anni sperimentali alcune prassi si sono consolidate e riteniamo importante mettere a disposizione un sistema caratterizzato dalla qualità che possa accogliere ed accompagnare i ragazzi che desiderano sperimentarsi nel servizio.

Per questo nei prossimi mesi saranno presentati al pubblico in diverse occasioni e con differenti modalità, i risultati ottenuti e le modalità educative adottate con lo scopo di promuovere buone prassi di educazione ai giovani.

Mi fido di te non è una scuola di volontariato. È un percorso di relazione con gli altri. Aderiscono al progetto e ne consentono la realizzazione aprendo le porte dei loro centri: Cooperativa Coress, Cooperativa Eco a Rubiera, Cooperativa Olmo a Montecchio, Cooperativa Pangea con il progetto Bruchi e Farfalle, Centri pomeridiani di Perdiqua, Centro diurno “Casa Cervi” ad Albinea, Casa protetta “Don Francia” – Arceto, Casa protetta di Rubiera,  Casa protetta Villa Minozzo, Case protette e centri diurni di Reggio Emilia Terza Età (Re.t.e.), Dopo scuola parrocchia di Campegine, Dopo scuola parrocchia di San Paolo di Reggio Emilia, Dopo scuola parrocchia di Villa Minozzo, Centro Nuovamente, Ludobus a Reggio Emilia.