Appuntamenti Caritas
Archivio appuntamenti RSS
News da Peacelink
News da Unimondo.org
News da Misna.org
Newsletter

 

Leggi l'informativa sulla privacy

Archivio newsletter Links

 

conformita'

Il rischio della Carità

Il rischio della carità”

Presentazione del libro e serata di riflessione

Reggio Emilia 22 settembre 2011 ore 19.30

Oratorio Don Bosco

 

 

«Il fenomeno migratorio appartiene alla storia dei popoli di sempre, e nessuna legge potrà arrestarlo; men che meno oggi, dove spostarsi è divenuto facile per chiunque e di fatto possibile a tutti. È una scelta egoistica, perché non è possibile subordinare l’afflusso degli immigrati unicamente al bisogno di manodopera: una motivazione aberrante, che denuncia l’atteggiamento di superiorità di alcuni popoli sugli altri solo perché i primi hanno in mano le chiavi dell’economia e gli altri, se vo­gliono mangiare, devono accettarne le condizioni. Un orientamento che avrà come riflesso l’inevitabile aumento di astio dei paesi poveri nei con­fronti dei paesi ricchi».

 (La Libertà  del 25 giugno 1994).

 

Grande strumento fu al suo apparire la televisione, un po’ meno grande nei contenuti a quasi quarant’anni dalla sua comparsa in Italia. Meraviglia della tecnica. Strumento rapido ed efficace di diffusione delle notizie e trasmissione di immagini meravigliose.

Ma strumento di devastazione e di educazione ai disvalori nelle mani di padroni senza scrupoli che avendo messo il profitto al primo posto debbono fare i conti con una concorrenza spietata e immorale. Per cui tutto va bene. Pur di fare notizia ne hanno inventate di sempre più stre­pitose e spettacolari. Se di immoralità e di decadenza progressiva si è parlato in passato, al presente si può dire di essere arrivati a una perico­losa assuefazione ai discorsi più devastanti, talmente supina e passiva da non creare più alcuna reazione. Forse questo è il vero danno della televisione: di farti abituare a tutto, con il risultato di una specie di tumore che ti rode dentro senza che tu te ne accorga.

(Don Luigi Guglielmi 1992)

 

La Caritas Diocesana di Reggio Emilia e Guastalla vi invita alla serata di presentazione del libro “Il rischio della carità”.

Giovedì 22 settembre, presso l’Oratorio “Don Bosco”, dalle 19.30, si terrà una serata di riflessione a partire dalla figura di don Luigi Guglielmi, sacerdote diocesano di cui quest’anno ricorre il 15mo anniversario della morte.

Don Luigi Guglielmi è stato una tra le figure più carismatiche della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, parroco, musicista e direttore dell’Istituto di musica e liturgia, direttore della Caritas Diocesana, pioniere delle presenze missionarie in Albania e Rwanda, importante testimone di una chiesa vivace e al fianco di chi soffre.

La serata vuole essere soprattutto occasione per una riflessione e un confronto a partire da ciò che don Gigi può dire oggi alla società, alla nostre comunità e alla nostra Chiesa.

Durante l’incontro verrà, infatti, presentato il libro “Il rischio della carità” (curato da don Daniele Gianotti – Edizioni San Lorenzo) che raccoglie molti scritti inediti del sacerdote.

L’attualità e la profonda profezia degli scritti di don Luigi, trasportano il lettore in un tempo ideale che è quello di una realtà in continua evoluzione, ma letta e interpretata con gli occhi di un sacerdote, di un uomo, sempre fedele all’annuncio di Cristo e per questo sempre lucido e coerente. Proprio per questo non si esaurisce con il passare degli anni il potente messaggio di don Luigi che critica i mali di una società, e più ancora di un’umanità irrimediabilmente violenta, ma da lui profondamente amata e accolta attraverso un impegno costante e instancabile.

«E ora che sto preparandomi a ricevere dal mio vescovo il sacramento dell’Ordine mi confermo nella convinzione che la vera vocazione, la vera gioia, che il sacerdote conosce, è proprio quella di accettare di metter­si al servizio degli altri, quelli che nel mio sacerdozio incontrerò, senza formare inchieste ideologiche, senza richiedere tessere di riconoscimen­to, sapendo che ogni uomo è abbondantemente riconoscibile nel Cristo, che tutti ama e redime».

 

Fra i relatori invitati, alcuni testimoni che hanno vissuto accanto a Don Gigi: primo fra tutti Mons. Mariano Crociata, Segretario generale della CEI, già compagno di studi di don Luigi a Roma che porterà il proprio contributo a partire dall’esperienza di vita vissuta per qualche anno insieme.

La serata sarà preceduta dall’inaugurazione del Dormitorio Caritas in via Agosti, 6, intitolato a “Don Luigi Guglielmi”.

Alle ore 18.30, alla presenza dell’Assessore comunale Matteo Sassi, si procederà alla benedizione e alla riapertura dei locali recentemente ristrutturati.

La struttura, nata per volontà di Don Luigi Guglielmi fin dai primi anni ’90 accoglie uomini senza fissa dimora per un breve periodo accompagnandoli nella costruzione di un progetto di vita che ne consenta il reinserimento sociale.

 

 

Biografia di Don Luigi Guglielmi (tratto dal sito internet dell’Istituto di musica e liturgia)
Nato nel 1945, don Luigi Guglielmi entrò nel Seminario di Reggio Emilia, dove divenne prete nel giugno del 1969, insieme con uno dei fratelli, p. Tiziano, missionario dei “padri bianchi”, che morì poi tragicamente, ancora giovane, in un incidente areo in Rwanda, dove era parroco di Rwamagana. Don Luigi, dopo l’ordinazione, fu per cinque anni studente di musica a Roma, presso il Pontifico Istituto di Musica sacra. Rientrato in diocesi nel 1974, operò nella parrocchia di S. Stefano come viceparroco; simultaneamente si dedicava all’Azione cattolica ragazzi e alla formazione musicale per la liturgia; nel 1976 fondava la Scuola diocesana di musica, divenuto poi Istituto diocesano di musica e liturgia: don Luigi lo diresse fino al 1994, aumentandone la consistenza di allievi e insegnanti, qualificandone i programmi, fondando la rivista quadrimestrale Celebrare cantando, tuttora in pubblicazione. Il legame con il fratello l’aveva portato a interessarsi della missione, in particolare con il Rwanda: interesse che crebbe e si rafforzò ancora dopo il 1980, anno della morte di p. Tiziano. Don Luigi fu tra i promotori della creazione del “Centre de santé ‘P. Tiziano’”, realizzato dal “Gruppo Rwanda – P. Tiziano” sulla collina di Munyaga, nel Rwanda sud-orientale.
Divenuto parroco di Castellazzo e Roncadella, nel 1992 don Luigi venne chiamato dal vescovo Paolo Gibertini a dirigere la Caritas diocesana. I quattro anni nei quali si dedicò alla Caritas sono stati di grande intensità: don Luigi ha continuato e incrementato il servizio degli obiettori di coscienza; ha richiamato l’attenzione e l’impegno della diocesi e delle parrochie alle diverse forme di povertà, antiche e nuove; ha allargato l’orizzonte della carità ai drammi vicini e lontani del nostro pianeta: la ex Jugoslavia, l’Albania, il Rwanda (dove, all’indomani del genocidio e della guerra del 1994, promosse e avviò il “Progetto Amahoro”, tuttora attivo). Nel 1993, durante un viaggio in Albania, fu raggiunto dai colpi di pistola sparati da un giovane ubriaco, e la sua vita restò per ore appesa a un filo. A ricordo di quell’avventura – che vide poi don Luigi tornare in Albania a intercedere presso il tribunale perché fosse mitigata la pena inflitta al suo feritore – ha portato fino alla morte, conficcata nel collo, una pallottola che i medici ritennero più prudente non estrarre. Don Luigi è morto improvvisamente nelle prime ore del 10 maggio 1996, poche ore dopo aver celebrato una Messa particolare per il Rwanda.