Chiusura mensa Caritas

Si dice che i tempi di crisi portino in sé la possibilità del cambiamento, che si deve cercare di decifrare i segni della Provvidenza proprio nella sofferenza e nella difficoltà.

Di certo questo tempo di crisi sta portando tutti noi ad un incontro sempre più frequente con la povertà, cosa che dovrebbe rappresentare un obiettivo fermo di qualunque cristiano, ma che oggi è stato forse un po' forzato dagli eventi storico-politici.

La povertà ora non è più così lontana come in passato. Sono aumentati numericamente i poveri e sono aumentati coloro che si sentono impoveriti. E il fatto di conoscere personalmente molte persone che si sono all'improvviso impoverite, ha fatto sì che la povertà assumesse un volto reale ben diverso da quello del nostro immaginario. Il volto smunto di un immigrato clandestino, quello sporco di un clochard, quello alterato di un tossicodipendente, hanno lasciato il posto al volto umano di nostro cugino, del vicino di casa, di una figlia che ha perso il posto di lavoro.

E allora ci sentiamo chiamati a fare di più, a dare il nostro contributo e lo vediamo ogni giorno nelle disponibilità che tante persone ci danno, ad aiutare chi soffre. Proprio dal basso, dai semplici cittadini, avvertiamo un bisogno di prossimità, un desiderio sincero di mettersi accanto a chi soffre, di respingere l'individualismo sfrenato a favore dell'amore fraterno.

Per questo motivo, oggi più che mai, crediamo sia fondamentale proporre alle nostre comunità,  l'opportunità di servire chi è nel bisogno e dare così il proprio contributo e la propria solidarietà.

Un'altra estate in mensa è trascorsa, un'apertura continuativa di tre mesi che ha dato modo alle altre due mense di chiudere per un periodo di riposo e ai numerosi gruppi di volontari di mettersi al servizio del prossimo e di incontrare chi vive nella sofferenza e nella privazione non solo materiale.

La mensa ha davvero il dono straordinario di arrivare al cuore dei suoi volontari. Al termine del proprio turno, ciascuno porta a casa l'idea di aver fatto qualcosa di buono, ci si sente pieni, soddisfatti. E quest'anno i gruppi di volontari sono stati particolarmente numerosi.

Ma la mensa Caritas non è solo questo. È impegno, è fatica troppo spesso ricompensata dagli ospiti con gesti ben lontani dalla riconoscenza.

È incontro pressante, a tratti estenuante di centinaia di persone che vogliono, pretendono di mangiare.

Quest'anno il nostro Centro di Ascolto è stato messo duramente alla prova dall'incontro di centinaia di persone di cui spesso non si riesce a indagare del tutto il bisogno, con cui non si riesce a costruire una relazione, un cammino, perchè la povertà ha anche questo volto, il volto dell'inganno e talvolta della violenza, della pretesa e dell'arroganza.

Se è vero che noi tutti sentiamo sulle nostre spalle la pressione delle opportunità che vengono meno, della necessità che avanza, proviamo a pensare a come possono vivere i poveri questa situazione di grave crisi, con l'angoscia e la disperazione di chi deve farcela.

Lavorare in questo clima di tensione in cui le persone accedono ai servizi Caritas con sempre maggiore esasperazione, ci porta da tempo a riflettere sulle nostre opere segno, sulla nostra missione in questa società ferita e bisognosa di speranza e di riscatto, sul nostro ruolo nei confronti della società civile e del resto del welfare.

Nel tenere fede alla nostra caratteristica principale di accogliere il bisognoso e tutelare i diritti inviolabili dell'uomo, oltre che di servire Cristo che si manifesta nel povero, non dobbiamo mai smettere di chiederci se le modalità che abbiamo scelto siano corrette e se con i metodi adottati riusciamo ad ottenere il grande scopo di aiutare il prossimo, ma soprattutto di convertire ogni cristiano attraverso la carità, l'amore verso i più piccoli e bisognosi.

Per questo nei prossimi mesi tenteremo di rendere partecipe la comunità civile ed ecclesiale delle nostre riflessioni, delle difficoltà che incontriamo ogni giorno, dei risultati che abbiamo ottenuto e delle sconfitte che viviamo. E intendiamo consegnare interrogativi e fatiche anche alle istituzioni pubbliche che governano il territorio della nostra Diocesi.

Un'altra estate è dunque trascorsa e il ricordo corre a chi ha prestato il proprio generoso e gratuito servizio presso la mensa di via Adua. Agli oltre mille volontari che si sono alternati, alle decine di parrocchie coinvolte, ai gruppi di giovani, alle scuole, ai laici, agli educatori con i loro gruppi di ragazzi, a tutti coloro che si sono sentiti chiamati a compiere un gesto di compassione e aiuto fraterno. In particolare ricordiamo i tanti volontari che in modo assiduo si sono occupati del ritiro della merce e della preparazione delle pietanze più particolari.

A tutti coloro che hanno partecipato all'organizzazione di questa estate un sentito grazie da parte della Caritas Diocesana di Reggio Emilia e Guastalla.

Ricordiamo che la mensa resterà aperta per i prossimi mesi  nei giorni di sabato e domenica e festivi in alternanza con la mensa del Vescovo (da lunedì a venerdì a pranzo) e la mensa dei Frati Cappuccini (asporto serale da lunedì a venerdì).