Piccola scuola di Pace

«L’impegno per la Pace non è volontariato, la Pace è uno stile di vita, è passione. La Pace non può essere solo un concetto da esprimere a parole, la Pace deve essere Parola e azione indissolubilmente legate». Così recita la carta di Intenti della Piccola Scuola di Pace di Scandiano che nasce 10 anni fa da una sollecitazione che Don Giovanni Nicolini in una conferenza pubblica, rivolse ai giovani presenti. Nicolini disse che era necessario costruire delle ‘scuole di pace’ dove si dà una chance alla pace e la si considera un’opzione possibile almeno al pari della guerra.

A distanza di 10 anni la guerra viene in effetti ancora proposta come l’unica risposta possibile al bisogno di difesa. Ma non per tutti è così, fin dal 2001 molti giovani hanno accolto l’invito di Don Nicolini e si sono impegnati per cercare altre risposte alla violenza.

Matteo Gandini e Cristina Spallanzani sono tra i fondatori della Piccola scuola di Pace che non ha costruito strade, acquedotti, ponti ma come ha sottolineato Cristina: «ha cercato di costruire un pensiero prima di tutto tra i membri dello staff, un pensiero sulla pace e coinvolgere in questo sforzo di coscienza critica anche le persone che ci stavano intorno».

In questi 10 anni molte persone hanno aderito e collaborato a questo progetto e molti sono stati i gemellaggi realizzati soprattutto nei Balcani, zona da poco libera dalla guerra le cui conseguenze sono ancora vive nella popolazione sottoforma di odio razziale.

Il primo obiettivo dei membri della Scuola di Pace è la conoscenza. Solo un’approfondita formazione e una accurata informazione possono fare degli operatori di pace persone competenti in grado di esprimere un pensiero frutto di una coscienza critica e non di un sentimento che nasce da ignoranza e luoghi comuni.

«Nel ricercare la verità – continua Matteo - abbiamo capito che non è affatto vero che la guerra è l’unica opzione, ma la si sceglie perché a qualcuno conviene, perché ci sono forti interessi che fanno allontanare dalle strade parallele. In questi dieci anni di attività ci siamo mossi in una dimensione nascosta, con piccoli numeri sia nei Balcani che in Italia, con azioni dietro le quinte e quindi non abbiamo avuto grossa visibilità, crediamo infatti sia importante salvaguardare questa dimensione di piccolezza in cui ognuno si impegna nel suo spazio, nella sua realtà a portare pace a chi incontra e a diffondere così il Virus di Pace».

‘Virus di Pace’ è anche il titolo di un libro, edito dalle Paoline; un manuale che insegna come contagiare più persone possibile con il virus di pace.

Per riflettere sull’argomento della Pace e ripresentare in tutta la sua prepotente attualità la tematica del conflitto, la Piccola Scuola di Pace ha deciso di festeggiare il decennale della sua nascita, con un incontro pubblico, presso la sala Casini (centro giovani) a Scandiano il 29 agosto alle ore 21.00, che avrà come relatori Don Giovanni Nicolini e il Presidente Romano Prodi.

Il senso dell’incontro ce lo spiega Matteo: «Ci sono dei cantieri di pace? Ci sono delle possibilità per questa opzione o dobbiamo abdicare al realismo e l’unica opzione è la guerra? Per questo ci facciamo interrogare da una frase che disse Gesù quando scelse l’opzione della pace ‘rimetti la spada nel fodero’: è ancora una scelta possibile o è una scelta esclusiva di Gesù?».

«Abbiamo voluto riportare la domanda – continua Cristina - a persone che avessero costruito un pensiero su questo argomento. Dopo un momento teatrale introduttivo, il Presidente Romano Prodi affronterà il tema da un punto di vista geopolitico mentre Don Nicolini ci darà uno sguardo più teologico, pastorale, con spunti che partano dalla parola di Dio. Anche la scelta del luogo non è casuale, la sala Casini, oggi sede del centro giovani di Scandiano, era in passato un deposito militare».

Hanno partecipato alla realizzazione di questo evento le realtà che maggiormente hanno collaborato in questi dieci anni con la Piccola Scuola di Pace. A partire dalla Provincia di Reggio Emilia e dal Comune di Scandiano, L’Anpi di Scandiano, il Vicariato di Scandiano e Rubiera, il Centro culturale Moscati, la Piccola famiglia dell’annunziata – Montesole, Un bambino per amico, Donne in nero Scandiano, la Scuola di Pace di Reggio Emilia.

Presso la Sala Casini, sarà inoltre allestita la mostra fotografica ‘Belgrado città sotto assedio’.

 

Per info:

 

Matteo Gandini 340/7624513

Cristina Spallanzani 348/0026682