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Concluso il periodo di Accoglienza Invernale

Persone appena arrivate nella nostra città, senza fissa dimora, che vivono in stazione o in case abbandonate, in macchina sotto un ponte o in un parcheggio, alcuni sotto i portici del centro o in coabitazioni precarie presso conoscenti. Questa la fotografia dei 154 ‘senzatetto’, 92 uomini e 62 donne, ospitate all’interno del progetto “Accoglienza invernale” che la Caritas Diocesana ha proposto anche quest’anno, il nono consecutivo, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, l’Azienda AUSL e l’Azienda Ospedaliera S. Maria Nuova.
20 di queste persone hanno nazionalità italiana, 134 sono straniere di cui 29 non regolari. La presenza di stranieri non regolari si è assottigliata sempre più fino a raggiungere circa un 20% di ospiti (40% lo scorso anno). Proprio il fatto che la maggior parte delle persone accolte sia regolarmente presente sul nostro territorio, ha reso necessario un grande lavoro da parte degli operatori e dei volontari che si sono occupati della loro accoglienza. Secondo Valerio Corghi del Centro di Ascolto diocesano «Possiamo registrare un aumento della complessità dei casi che ha comportato un maggior coinvolgimento delle altre istituzioni e realtà parrocchiali. Fra le 154 persone coinvolte 70 sono state direttamente coordinate dal Cda diocesano, la maggior parte di loro ha un preciso progetto strutturato con la rete dei servizi territoriali».
Lunedì 11 aprile, nella parrocchia di Massenzatico, si è conclusa ufficialmente l’esperienza che dal 1 dicembre al 31 marzo ha portato le 14 realtà coinvolte a fare un pezzo di strada insieme alle persone accolte.
Dopo la Santa Messa, celebrata da Don Romano Zanni insieme a Don Roberto Bertoldi, Don Angelo Guidetti e il Diacono Luciano Bortolotti, si è svolto un momento di confronto e di condivisione delle esperienze vissute in questi mesi.
La grande forza del progetto sta proprio nella disponibilità che le comunità riescono a creare per l’accoglienza di queste persone e sono oltre un centinaio i volontari che hanno lavorato in questi mesi per garantirne un accoglienza dignitosa.
Nei mesi trascorsi le comunità parrocchiali coinvolte hanno avuto modo di confrontarsi con la Caritas anche grazie ad un percorso formativo, oltre che con il contatto quotidiano con gli operatori del Cda diocesano.
Ma questo nono anno ha visto la nascita di un nuovo modo di incontrare chi ha bisogno. Dal 22 dicembre infatti, grazie ad una intuizione di don Davide Poletti, parroco di S. Croce in città, è nata l’esperienza “Serate in stazione”. Una volta alla settimana con i giovani della comunità parrocchiale e altri coinvolti nell’esperienza, si sono visitati i luoghi frequentati da senzatetto. Da qui è nato l’incontro con n. 13 uomini che ha portato alla creazione di percorsi di prossimità.

 

Ilenia Curti