Primo Piano

Grazie!

Reggio Emilia,  13 giugno 2014

Alla fine del mio mandato come Direttore della Caritas diocesana, a causa delle dimissioni consegnate al Vescovo in conseguenza alla mia nomina come Assessore e Vice-Sindaco del Comune di Correggio, ci tengo a condividere qualche pensiero in modo pubblico.
Prima di tutto, devo rendere grazie al Signore perché, nonostante tante fatiche, sono stati anni molto ricchi dal punto di vista personale, familiare, spirituale e professionale.
Il mio primo grazie va a coloro che hanno avuto fiducia in me e pazienza. Innanzi tutto, ai Vescovi che mi hanno chiamato (Adriano e Lorenzo) e confermato (Massimo) per un compito di grande responsabilità dimostrando fiducia e stima nella mia persona e nella Caritas diocesana. Poi, a don Romano Zanni e agli altri della Caritas che mi hanno proposto quasi 9 anni fa. E grazie a tutti coloro che ho incontrato in questo tratto di strada, soprattutto ai colleghi di lavoro e di “missione” e alle tante situazioni (persone) di povertà e di sofferenza.
Questo ruolo mi ha permesso di incontrare tanta gente nuova, di entrare in relazione con situazioni e persone che prima non conoscevo. Mi ha permesso di conoscere meglio la mia Chiesa diocesana, i sacerdoti, gli operatori delle Caritas parrocchiali, i servizi pubblici, le Istituzioni, il grande mondo del terzo settore e del volontariato, … Soprattutto, mi ha permesso di scoprire ancora meglio quanto sia ricca la nostra diocesi e il territorio tutto!
La storia delle missioni, gli impegni nella carità, la solidarietà di tutti i colori (bianca, rossa e, in questi anni di immigrazione, anche di tanti altri colori), la “natura” del reggiano medio sempre propenso a darsi da fare per chi ha bisogno, … mi hanno davvero stupito e arricchito tutti i giorni. Tante volte, nel confronto con altre Caritas/diocesi d’Italia, ho constatato che possiamo davvero “baciarci i gomiti”!
Tutto questo, non toglie tante difficoltà, incomprensioni, fatiche, sofferenze che quotidianamente si sono mischiate alle cose più belle e positive. Fa parte della vita!
Credo di dovere il GRAZIE più grande a Patrizia, mia moglie, che davvero ha “sopportato”, portato su di sé, tanta fatica dovuta alla mia assenza da casa, al mio essere “personaggio pubblico”. In questi anni l’ho sentita vicina nei momenti più difficili, anche se non è stato facile per me rendere a lei tutto quanto il vissuto di un’esperienza così grande. Ma il solo fatto di averla e sentirla sempre al mio fianco (anche nel silenzio e nell’attesa), è stato per me motivo di sostegno e incoraggiamento.
In questi anni ho sempre sentito una grande fiducia e grande stima per la Caritas nel nostro territorio e nella nostra Chiesa e questo fa piacere. Sono convinto e ringrazio tutti perché a Reggio Emilia e Guastalla c’è davvero una “bella Caritas”! Ci si è investito (in denaro, risorse, scelte), si è puntato molto sulla animazione, formazione e accompagnamento delle parrocchie, delle Caritas sul territorio. Credo anche che il grande servizio di carità, espresso nei diversi servizi concreti (Centro di Ascolto, Mensa, dormitorio, Progetto NuovaMente, volontariato in carcere, ambulatorio, …) sia un segno eloquente di una Chiesa che vuole bene ai poveri, che è consapevole della potenza evangelizzatrice della carità e che non ha paura a prendere posizione di fronte alla società e alle Istituzioni quando si tratta di difendere i diritti dei più deboli e indifesi.
Infine, mi permetto il ringraziamento più sentito che non posso non rivolgere a don Gigi Guglielmi! Quando lo “importunai” un po’ chiedendogli se in Caritas poteva esserci bisogno di un altro operatore (allora, nel 1995, c’era solamente Isacco già assunto), mi disse con espressione molto misteriosa: “Chissà, non si sa mai!”. Pensare che per quasi 9 anni sono stato al “suo” posto come Direttore della Caritas mi riempie il cuore di riconoscenza e mi fa dire che davvero le vie del Signore sono infinite!
Da don Gigi ho imparato molto, ho cercato di fare tesoro dei suoi insegnamenti e del suo esempio. Soprattutto, ho chiesto a lui di vegliare su di me, sulla mia famiglia, sulla Caritas e sul mio ruolo … e posso proprio dire che “c’è ancora” e si sente! E lo invocherò ancora di più adesso, per questo mio nuovo incarico e cammino, sicuro di una sua paterna benedizione e intercessione e con l’impegno da parte mia a fare sempre tesoro dei suoi insegnamenti.
Credo che la preghiera reciproca in questo tempo di cambiamenti, sia la strada più “sicura” da percorrere, certi che i cammini che il Signore ci indicherà e ci farà vivere sono sempre per aiutare la nostra conversione.
Rimango in Caritas, anche se per meno tempo, e questo vorrei fosse il luogo e l’ambito dove posso trovare persone amiche con le quali vivere la comunione della fede e l’impegno nella carità, sicuro che la Caritas sarà per me una delle fonti principali di motivazione e di discernimento per la mia attività di amministrazione.

Gianmarco