Primo Piano

Appello all'accoglienza e invito



Spesso noi siamo ripiegati e chiusi in noi stessi, e creiamo tante isole inaccessibili e inospitali. Persino i rapporti umani più elementari a volte creano delle realtà incapaci di apertura reciproca: la coppia chiusa, la famiglia chiusa, il gruppo chiuso, la parrocchia chiusa, la patria chiusa… E questo non è di Dio! Questo è nostro, è il nostro peccato.” […] “Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma”.
Così Papa Francesco, all’Angelus di domenica 6 settembre, ha lanciato il suo appello all’accoglienza dei tanti fratelli stranieri che stanno arrivando nei paesi europei, spesso in fuga da persecuzioni, guerre, fame, …
Il Vescovo Massimo ha fatto suo questo appello per la nostra Diocesi con un breve comunicato stampa nel quale dice: “consapevole di quanto non bastino le parole, ho incaricato la Caritas di aiutare e accompagnare le parrocchie perché possano attuare con intelligenza e con larghezza di cuore questo appello all’accoglienza”.
Un appello all’accoglienza molto largo, quindi. Il Papa lo ha rivolto a tutte le parrocchie e Istituti religiosi d’Europa e il Vescovo lo ha indicato in maniera ampia sull’accoglienza, non solo di profughi o immigrati che continuano ad arrivare anche nel nostro territorio.
La Caritas diocesana lavora da anni a fianco delle comunità parrocchiali sostenendo progetti e percorsi di accoglienza in strutture parrocchiali, appartamenti, …
La Caritas diocesana è in continuo contatto con Caritas Italiana per capire quali linee pastorali e operative saranno condivise con la CEI in merito al flusso straordinario di immigrati e in conseguenza all’appello di Papa Francesco.

Facendo seguito all’appello lanciato da Papa Francesco molte realtà ecclesiali (soprattutto parrocchie) e singole famiglie hanno offerto la disponibilità per l’accoglienza ai migranti che stanno arrivando in Italia e in tutta Europa.
Anche il Vescovo Massimo ha rilanciato l’appello del Papa alla nostra chiesa diocesana, indicando la Caritas come riferimento per la raccolta delle disponibilità e il coordinamento.
La gestione di queste accoglienze è piuttosto complessa dal punto di vista amministrativo/legale e, per questo, anche la CEI sta elaborando una modalità che possa essere corretta e, nello stesso tempo, congrua e sostenibile per le parrocchie o i singoli (o famiglie).

In data 13 ottobre la CEI ha pubblicato il Vademecum per l'accoglienza che traccia le linee per le diocesi riguardo il fenomeno degli arrivi di profughi.