Primo Piano

Accoglienza famiglie siriane



Sono finalmente arrivate in Italia, e anche a Reggio Emilia, alcune famiglie siriane provenienti del campo profughi di Tel Abbas, in Libano, al confine con la Siria, grazie ai corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Chiesa Valdese e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. In questo modo le famiglie hanno raggiunto l’Italia in modo legale e sicuro evitando il viaggio rischioso nel Mediterraneo.
“Questo progetto è come un accordo di pace perché permetterà di salvare tante vite umane” ha commentato il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo all’avvio dei primi corridoi umanitari di profughi verso l’Italia. E’ la prima volta in assoluto per il nostro Paese. “In questo modo – ha spiegato – chi ne ha diritto potrà finalmente entrare nel nostro Paese evitando i cosiddetti viaggi della morte”.
Il progetto dei “corridoi umanitari” prevede l’ingresso in Italia di profughi in condizioni di “vulnerabilità” come donne sole con bambini, vittime potenziali della tratta di essere umani, anziani, persone affette da disabilità o serie patologie, e soggetti riconosciuti dall’UNHCR come rifugiati (con protocollo sottoscritto a dicembre con Viminale e Farnesina). Si tratta di una “buona pratica” che può costituire un modello replicabile anche in altri Paesi europei.
Sono già istituiti uffici in Marocco, in Libano e, successivamente, in Etiopia per profughi provenienti da Siria, Etiopia e altri Paesi dell’Africa Subsahariana. Si provvederà a comporre le liste con le persone “in condizioni di vulnerabilità” per trasmetterle alle autorità consolari italiane che rilasceranno visti a “territorialità limitata” (quindi solo per l’Italia).
Le spese per i viaggi, in aereo o in nave, per l’ospitalità e l’assistenza legale saranno tutte a carico delle associazioni, in larga parte con l’8 per mille della Tavola Valdese e con fondi della Comunità di Sant’Egidio.
Ai profughi, una volta arrivati in Italia, si offrirà anche un programma di integrazione che prevede l’apprendimento della lingua italiana, l’avviamento al lavoro e l’iscrizione a scuola per i minori.

L’accoglienza delle 5 famiglie arrivate a Reggio Emilia (per un totale di 22 persone) è possibile grazie alla disponibilità di alcune realtà parrocchiali (Brescello, Novellara, San Michele di Bagnolo e Santa Vittoria di Gualtieri) che, coordinate e con il sostegno della Caritas diocesana in stretta collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII – Operazione Colomba, si occuperanno anche dell’accompagnamento delle famiglie stesse.