Profilo don Luigi Guglielmi

 
Improvvisamente, la notte del 10 maggio di dieci anni or sono, sorella morte riportava alla Casa del Padre don Luigi Guglielmi (nella foto), parroco di Castellazzo e Roncadella. Don Gigi, come noi amici lo chiamavano, aveva solo 51 anni, ma aveva già letteralmente donato e “immolato” la sua breve ed intensa esistenza per la Chiesa reggiano-guastallese, la Caritas diocesana, il Rwanda, la musica per la liturgia, la parrocchia, l'Azione Cattolica. Solo pochi giorni prima, il 29 aprile 1996, nel Tempio della Ghiara aveva magistralmente diretto il coro diocesano per la celebrazione di apertura delle celebrazioni centenarie presiedute dal cardinale Camillo Ruini. Don Gigi era nato a Borzano di Albinea il 29 settembre 1945, quinto di sei fratelli, da Ernesto e Maria. Il quarto dei fratelli, Tiziano, era entrato in seminario a Marola nel 1955; qui lo raggiunge Luigi: il sacerdozio è la loro meta. Poi Tiziano entra nella congregazione missionaria dei Padri Bianchi, mentre Luigi prosegue gli studi teologici a Reggio. Assieme lo stesso giorno, il 29 giugno 1969, sono ordinati sacerdoti nella chiesa di San Maurizio parrocchia dove la famiglia si era trasferita, dal vescovo Gilberto Baroni. Don Gigi, le cui capacità musicali erano state ben individuate da mons. Guerrino Orlandini, si reca a Roma per diplomarsi in musica sacra; il fratello padre Tiziano parte per il Rwanda: Rwamagana sarà il suo campo di apostolato. Rientrato in diocesi, numerosi impegni pastorali attendono don Luigi: diventa assistente dell'Azione Cattolica ragazzi, insegnante di musica in seminario e nell'Istituto San Vincenzo, curato in Santo Stefano città, di vita nel 1978 alla scuola diocesana di musica per la liturgia; nel 1984 viene nominato parroco di Castellazzo e quindi di Roncadella. Il 1980 segna profondamente la vita di don Gigi e della sua famiglia: il 19 maggio perisce in un incidente aereo in Rwanda a soli 36 anni padre Tiziano, “un giovane prete amante della vita” lo definì il fratello in un libro biografico. Assieme agli amici del “Gruppo Rwanda padre Tiziano”, don Luigi si fa quindi promotore della costruzione nella missione africana di un Centro di sanità intitolato al fratello: da allora un solidissimo legame unisce Reggio Emilia a Munyaga. Altra data fondamentale nell'itinerario sacerdotale di don Gigi è il 1992: il vescovo Paolo Gibertini gli affida la direzione della Caritas diocesana. Il giovane sacerdote le imprime la sua forte impronta e nuovo slancio, aprendole impegnativi campi d'azione: gli obiettori, la mensa per i poveri, il centro di ascolto delle povertà, l'Albania. E proprio a Scutari, nel “Paese delle aquile” dove la Caritas reggiana aveva iniziato la sua presenza, don Gigi viene colpito da due colpi di pistola, che lo riducono in fin di vita: un proiettile gli resterà conficcato nel collo. Ma don Gigi è capace del perdono cristiano: fa ritorno in Albania per ottenere una pena più mite per l'aggressore.
La presenza di una moltitudine di persone ai funerali di don Luigi, celebrati il 13 maggio 1996 in Cattedrale- segno della rilevanza diocesana, e non solo, di questo sacerdote veramente carismatico ed esemplare- furono la testimonianza dell'affetto e dell'amicizia che don Gigi aveva saputo suscitare e della gratitudine dell'intera comunità ecclesiale e civile per l'intensa, generosa ed indefessa attività pastorale profusa da don Guglielmi in ventisette anni di sacerdozio e il cui ricordo è ancora vivo in tanti.