Immigrati, Caritas: irregolari aumentati


L'immigrazione non è tema che possa essere sempre trattato in modo strumentale dalle forze politiche, questo significa non voler affrontare sul serio la questione. E' quanto dice all'ADNKRONOS Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas, in merito alle polemiche politiche delle ultime ore fra esponenti della maggioranza e del gruppo dei finiani in tema di immigrazione... A proposito della ripresa degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste, Forti rileva che ''c'è un flusso costante e una pressione migratoria che rimane sostanzialmente immutata se non aumentata al di là e a dispetto di tutti gli accordi presi tra Italia e Libia''. ''Un paese come la Libia - prosegue Forti - oggi deve assolvere al ruolo di sentinella dell'Europa, ci si chiede fino a quando questo potrà accadere perché sappiamo tutti che la Libia ha un ritorno economico rispetto al ruolo che ricopre''....In merito alla politica del governo sull'immigrazione, la Caritas conferma le sue critiche per i ''deprecabili respingimenti in mare a nostro avviso in contrasto con la libertà personale''. ''Ma al di là dell'efficacia diretta - spiega ancora Forti - quello che noi temevamo è che nei fatti questa politica non avrebbe risolto il problema alla radici ma lo avrebbe solo spostato più a sud. Il caso dei 200 eritrei detenuti in Libia ci danno la misura di come forse l'Italia ha supportato un carico minore di immigrati, e tuttavia dato che a noi come Caritas stanno a cuore le persone e le vite umane, del destino di queste persone non si è risolto nulla...l grosso degli immigrati, circa l'80% - prosegue Forti - continua ad arrivare nel nostro Paese via terra nonostante l'attenzione sia sempre rivolta agli sbarchi via mare, per altro le rotte nel Mediterraneo sono in continua mutazione.
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