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La carita' ai tempi del Coronavirus 8


 

Metti una Domenica delle Palme in Mensa, metti un ramoscello di ulivo nella borsina del pasto

La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!»”. (Mt 21, 8-9)
Il simbolo dell’ulivo è noto come segno di pace, fecondità, benedizione. La prima citazione dell’ulivo nella Bibbia appare alla fine del racconto del diluvio quando la colomba porta a Noè, come segno di pace, un ramoscello di ulivo. Si riferisce anche a Gesù accolto a Gerusalemme con rami di alberi e di palma e quando si reca, prima di morire, al monte degli Ulivi per pregare.
L’episodio dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme viene ricordato e celebrato durante la Domenica delle Palme. In tale occasione, ai fedeli, vengono distribuiti ramoscelli di ulivo (e di palma) come simbolo di pace e in ricordo dell’episodio biblico.
Oggi, Domenica delle Palme, presso il Centro Querce di Mamre della Caritas di Reggio Emilia, dove si trova anche la Mensa, i volontari hanno distribuito, insieme ai pasti, un piccolo rametto di ulivo, rametti presi direttamente dalle potature della pianta al centro del cortile interno del Centro.
I volontari presenti hanno partecipato a un breve momento di preghiera con la benedizione dell’ulivo, nel giardino, intorno alla pianta appena potata. Momento di preghiera che ha anticipato il lavoro di distribuzione dei pasti e, quindi, dell’incontro con le persone. E un ramoscello di ulivo è stato consegnato a tutti insieme alla borsina con il pasto.
Qualcuno ha detto a una volontaria: “Pregherò per voi, è l'unica cosa che posso fare per ringraziarvi in questo momento”. Quale regalo più bello per questa Domenica delle Palme?
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato” dice il profeta Isaia nella prima lettura della messa odierna … Non sempre è facile indirizzare una parola allo sfiduciato, ma i gesti aiutano: la carità, il servizio, la solidarietà concreta, sono il mezzo che abbiamo a disposizione per rendere evidente anche se non sempre esplicito quel “Cristo Gesù” che “pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2, 6-8).
Il Papa, nella sua omelia in San Pietro, ha detto che “la vita del servizio è vincente. Siamo nati per amare e per essere amati”, concludendo che è necessario “dire sì all’amore, senza se e senza ma, come ha fatto Gesù per noi”.
La carità prolunga la liturgia celebrata, il servizio ai fratelli sublima la preghiera, la fede, dopo essersi nutrita di meditazione, si esprime con i gesti di amore. “Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore!”.
Buona Settimana Santa dalla Caritas diocesana.

Accresci, o Dio, la fede di chi spera in te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone
.” (dalla liturgia)