Nuovamente Sassuolo

INAUGURAZIONE NUOVAMENTE SASSUOLO

messaDomenica 17 ottobre presso la parrocchia di San Giovanni Ap. ed Ev in Braida, si è svolta l'inaugurazione di NuovaMente Sassuolo. Il progetto, nasce dall'idea di replicare il mercatino dell'usato che la Caritas Diocesana ha aperto nel 2006, ma in un contesto di collaborazione interparrocchiale.
Prima dell'inizio della celebrazione eucaristica è intervenuto David Zilioli, uno dei responsabili del Centro di Ascolto di Sant’Antonio – Braida - Ancora. David ha ringraziato la Caritas Diocesana e le parrocchie coinvolte per aver portato avanti questo progetto e in particolare per aver scelto come luogo fisico in cui sorge l'opera segno, il quartiere di Braida.
Nel condividere con l'assemblea dei fedeli gli obiettivi di NuovaMente, ha citato una nota frase di Papa Giovanni XXIII che definiva la Parrocchia come la 'fontana del villaggio', quella che dona l'acqua capace di dissetare ogni uomo. David ha chiuso l'intervento auspicando che in futuro nascano nuove fontane, capaci di dissetare questa città che vive grandi difficoltà.
La Santa Messa era presieduta da Don Sergio Pellati, parroco della Consolata e Vicario Caritas per il vicariato 8, hanno concelebrato Don Francesco Saccani parroco di Braida, Don Carlo Lamecchi Vicario foraneo e parroco di Rometta e Don Romano Zanni Delegato episcopale per la Caritas Diocesana.
Presenti inoltre alla celebrazione eucaristica anche Don Giancarlo Bertolini parroco di Prignano e Don Ulderico Palazzi dell’Ancora. Per l'occasione è stato scelto il Vangelo di Matteo 25, 14-30, la parabola dei talenti. In una chiesa gremita, nonostante il maltempo, nell'omelia Don Sergio ha detto che la parabola dei talenti ci fa venire in mente un accostamento più semplice e immediato e cioè che ogni parrocchia coinvolta porta i suoi talenti a frutto dell'opera. Ma una lettura più profonda ci deve richiamare all'idea del padrone che affida i suoi beni e quindi dà fiducia a gente che di solito deve solo servire. Il principio da cui partire per leggere questa parabola è che se noi riusciamo a fare qualcosa di buono è perchè Dio ci dà fiducia.
Durante il canto finale sono stati affidati alle persone alcuni oggetti poi portati presso il magazzino. Tale gesto assume il significato del percorso che fanno gli oggetti che arrivano dalle persone della comunità, a volte rotti o brutti, ma che attraverso un percorso di sistemazione, viene ridata loro nuova vita e nel compiere questo lavoro si costruiscono relazioni importanti stando al fianco di chi è più fragile.
Presso il magazzino in via San Pio X, 42, si è svolta l'inaugurazione ufficiale dell'edificio con la benedizione di Don Sergio Pellati e il taglio del nastro da parte di Don Romano Zanni.
Presente anche l’Assessore comunale alle politiche sociali Barbieri che ha parlato dell'intenzione da parte del comune di collaborare il più possibile a questo progetto.
Francesca Bertolini Responsabile di NuovaMente Reggio Emilia ci ha ricondotti alle origini del progetto, al suo senso iniziale.
Partendo proprio dal nome NuovaMente: «“Ecco io faccio nuove tutte le cose…”: proprio da lì siamo partiti... vestiti, mobili e oggetti di ogni tipo che raccogliamo, sistemiamo ed esponiamo in uno spazio apposito. Cose usate che, attraverso il lavoro di tanti, diventano nuove…
Allora la seconda Parola: Mente. ci siamo interrogati su come viviamo noi cristiani la nostra relazione con le cose e con le persone. Dobbiamo cambiare la mente, il modo di pensare. Perché non cambiare il nostro modo di consumare? Quindi una Mente diversa, nuova per sostenere persone emarginate, che nel nostro progetto trovano uno spazio “privilegiato”. Vogliamo imparare a guardare all’altro come persona amata da Dio e da Lui desiderata, rivestita di doni preziosi. Abbiamo deciso di fare un’attività ‘pubblica’ per uscire dai luoghi tipicamente parrocchiali, di Chiesa, scegliendo un luogo accessibile a tutti. Noi ci teniamo che questo luogo sia “ecumenico”, cioè universale, dove ognuno può portare il suo prezioso contributo e ricevere dagli altri sostegno e attenzione».


Storia del progetto

Secondo Don Sergio Pellati «L'idea nasce da un precedente coinvolgimento da parte della Caritas Diocesana delle Caritas parrocchiali presenti nella zona. Andrea Brunetti della Caritas Diocesana ci ha guidato in un percorso formativo, di lettura dei bisogni e delle risorse. Durante tale percorso si è vista la necessità concreta di coordinare i vari interventi di distribuzione di oggetti usati e si è pensato di provare a centralizzare le attività e mettere insieme le risorse. Allora, dopo vari incontri e dopo averci pregato su, è maturata la proposta di legarsi a NuovaMente. Attualmente le parrocchie che sostengono il progetto si fanno carico dell'affitto e si continuerà grazie ai tanti volontari, un'attività di animazione di tono più vicariale, al di fuori dei confini delle parrocchie.
All'inaugurazione c'era l'Assessore Barbieri e crediamo che principalmente ci sarà una collaborazione sulle persone svantaggiate anche perchè presso le istituzioni abbiamo anche altri progetti avviati».
volontariPer Piera Cavazzoni di Braida, volontaria presso la Caritas interparrocchiale della zona nord, NuovaMente avrà successo anche perchè a Sassuolo c'è già una cultura dell'acquisto dell'usato. Molte parrocchie svolgevano attività di vendita dell'usato in alcuni casi per finanziare la distribuzione alimentare «È un'opera necessaria a Braida, - dice Piera- che è sempre stato il quartiere simbolo del degrado. Ne abbiamo bisogno anche noi come parrocchiani perchè siamo molto chiusi e credo sia un buon inizio per una vera integrazione».
Mauro Stefani della parrocchia di Braida fa parte del consiglio diocesano in rappresentanza del vicariato di Sassuolo. «Importante sottolineare che si viene incontro non solo alle esigenze di chi è nel bisogno ma anche che c'è bisogno di riscoprire la carità che non è pietà ma è disponibilità ad ascoltare gli altri, non solo coloro per cui noi abbiamo una preferenza. L'esperienza che stiamo facendo è bellissima, e non è appannaggio di coloro che hanno bisogno, ma di un intera comunità che si mette a disposizione degli altri e ripensa al proprio modo di vivere».